domenica 29 aprile 2012

In occasione del lancio di una sua linea lipstick per Dolce & Gabbana che non acquisteremo mai perché i due costumisti dei film della Loren e della Mangano sono odiosi, nell'ultimo numero di Vanity Fair Monica Bellucci ci propina alcune gocce del suo distillato preferito: sono stata bellissima, sono ingrassata e sto invecchiando ma mi piaccio e me ne frego. Allora perché santa donna ti fai photoshoppare in quel modo e insisti con le parrucche?

venerdì 6 aprile 2012

Le debolezze dei politici italiani e di molti italiani in genere, anche di quelli che ce l'hanno duro, vantano ascendenze celtiche e danno dei ladri solo agli altri, sono sempre le stesse: sistemare la casa, la famiglia, i figli. Se volevamo avere la prova che la secessione sarebbe un atto insensato, basta aprire i giornali di questi giorni. Anche in Padania i figli "so' piezz e' core".

lunedì 26 marzo 2012

I make-up realizzati da Clio Zammatteo mi ricordano certe ads Deborah di metà anni Ottanta. Adoro la malcelata delusione che traspare sul viso rinascimentale della make-up artist quando le si parano davanti quarantenni sbiadite con bagagli a mano sotto gli occhi spenti.

lunedì 27 febbraio 2012

Academy Awards. I look più interessanti mi sono sembrati quelli di Rose Byrne e Octavia Spencer. Per il resto si è aperta (!) ufficialmente la stagione degli spacchi e ogni Paese ha la farfallina che si merita.

giovedì 5 gennaio 2012

Stamattina ho incontrato la Befana. Era in piazza, un cappottone a spina di pesce, degli occhialacci, il foulard legato sotto il mento e si appoggiava a un bastone. Sembrava di pessimo umore e discuteva con il vigile che come doppio lavoro fa il costumista teatrale. Poi la vecchia è andata in erboristeria e ha chiesto delle merendine di kamut.

mercoledì 4 gennaio 2012

Uno stenografo del Senato italiano guadagna quanto il re di Spagna. Memo: rispolverare il sistema Cima.

martedì 20 dicembre 2011

Un uomo vecchio dalle ossa di cristallo dentro un cappotto di buon taglio ma di un'altra taglia alla fermata del tram. Ha un berrettaccio di lana in testa e non si lava da un po'. Ce l'ha col comune che non mette le panchine alle fermate, ce l'ha con una ragazza che parla al telefono, con un ragazzo con l'iPod, con una signora che secondo lui sta salendo sull'11 senza biglietto. Dà del 'pezzo di merda' o dello 'stronzo di merda' (espressione quantomeno pleonastica) indistintamente a tutti. Aspetto il mio turno, immobile e divertita. Fino a quando non inizia a lamentarsi del freddo e vorrei dargli almeno i miei guanti ma ho paura che mi insulti. Arriva un omone che lo conosce, si salutano e il vecchiaccio attacca un'invettiva stavolta contro gli Stati Uniti. Passa il 15 e se lo porta via.